
Orestiadi di Gibellina 2026 (TP)
CIMBELINO (da William Shakespeare) — EVENTO SPECIALE — Domenica 26 Luglio orario (dettaglio in aggiornamento…)
da William Shakespeare
Compagnia Figli d’Arte Cuticchio
drammaturgia e regia Giacomo Cuticchio
con
GIACOMO CUTICCHIO
SALVINO CALATABIANO
TANIA GIORDANO
musiche
GIACOMO CUTICCHIO
eseguite dal
GIACOMO CUTICCHIO ENSEMBLE
violino
MARCO BADAMI
violoncelo
PAOLO PELLEGRINO
trombone
FABIO PIRO
Saxofono
NICOLA MOGAVERO
luci
DANIELE PRESTIGIACOMO
organizzazione
ELISA PULEO
Una produzione
ASSOCIAZIONE FIGLI D’ARTE CUTICCHIO
SINOSSI DELLO SPETTACOLO (consigliato dai 7 anni e per tutti):
Nel maestoso regno di Britannia, dove le scogliere si ergono come sentinelle e le foreste custodiscono segreti più antichi dei re, si apre la vicenda di un amore messo alla prova dal fato. Postumo, giovane gentiluomo di nobile virtù e coraggio temprato, unisce il suo destino a quello di Imogene, figlia del sovrano. Ma la loro unione, pura come un giuramento inciso nella pietra, viene infranta dall’ombra dell’inganno. Il re, avvelenato dai sospetti insinuati dalla sua sposa — regina di seconde nozze e tessitrice di trame oscure — scaccia Postumo dal regno, condannandolo a un esilio improvviso e crudele.
Eppure Imogene, luminosa come una stella che non conosce tramonto, resta fedele al suo amore. Nessuna minaccia, nessuna promessa, nessuna corte arrogante — nemmeno quella di Cloten, figlio della regina e incarnazione di un’arroganza cieca — riesce a piegare la sua volontà. Così, mentre il destino si stringe attorno ai protagonisti come un cerchio di ferro, si dispiega un intreccio di inganni, duelli, fughe, apparizioni e battaglie: un cammino in cui la verità, ferita ma indomita, cerca il suo trionfo, e la giustizia reclama il proprio ritorno come un tuono che scuote la terra.
Lo spettacolo affonda le sue radici nella tradizione gloriosa del teatro dei pupi, ma non si limita a evocare antiche gesta: le rinnova, le trasfigura, le conduce verso un territorio inesplorato. Giacomo Cuticchio affronta un’impresa che ha il sapore dell’epopea: portare il Cimbelino shakespeariano dentro un linguaggio scenico che, per secoli, ha narrato le imprese di Orlando, di Carlo Magno, dei paladini e delle Crociate. È un viaggio che richiede ardimento, visione e un ascolto profondo delle fibre più segrete del testo.
Con un lavoro di raffinata riduzione, Giacomo distilla l’essenza dell’opera: mette in luce la trama portante, il tumulto delle passioni, la natura mutevole dei personaggi, e accorda il teatro dei pupi allo spirito del Bardo, affinché lo spettatore possa ritrovare in scena non solo la storia, ma il suo respiro più autentico.
E su tutto, come un vento che attraversa la scena e la plasma, si leva la nuova colonna sonora composta da Giacomo Cuticchio. Non è semplice accompagnamento: è forza primigenia, è voce del destino, è eco di un mondo che vibra oltre le parole. L’ensemble di archi e fiati, eseguendo dal vivo queste musiche inedite, diventa un coro invisibile che guida gli eventi, li innalza, li scolpisce.
Gli archi, con il loro canto teso e ardente, sembrano dare voce ai sentimenti più profondi dei personaggi: l’amore che resiste, il dolore che lacera, la speranza che non muore. I fiati, con il loro timbro antico e solenne, evocano foreste misteriose, tempeste che annunciano il cambiamento, apparizioni che parlano al cuore degli uomini. È una musica che non descrive: invoca. Non accompagna: conduce. Non commenta: profetizza.
Così, nella fusione di parola, gesto, legno, luce e suono, il Cimbelino rinasce come un poema epico: solenne, vibrante, attraversato da un soffio antico eppure sorprendentemente nuovo. Una storia che torna a vivere con la forza di un mito, pronta a imprimersi nella memoria di chi ascolta.